Algorithmic Composition for Classical Guitar Equipped with Pickup MIDI
 

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 2.1 Chitarra classica con pickup MIDI
 
 Il pickup MIDI esafonico piezoelettrico non modifica la chitarra classica in nessuno dei suoi elementi costitutivi. La tavola armonica, le fasce, il fondo, il manico, le corde di nylon, la scala di 650 mm, il capotasto di 52 mm rimangono intatti. I sei saddle metallici sostituiscono il ponticello in osso, ma lavorano secondo lo stesso principio fisico: trasmettere la vibrazione della corda alla cassa. Questo significa che la prassi esecutiva storica — l'attacco con l'unghia, la differenziazione timbrica tra apoyando e tirando, il vibrato della mano sinistra, la gestione dinamica dell'attacco — resta invariata e pienamente operante. Il pickup non percepisce queste sottigliezze: le converte in segnale, ma non le elimina né le riduce.

I modelli oggi disponibili come configurazione di catalogo sono due: la Camps CUT900S MIDI (Barcellona, abete/ziricote, 650 mm, nut 52 mm) e la Ramírez Cut 2 con RMC Poly Drive IV (Madrid, cedro rosso/palissandro, 650 mm, nut 50 mm), entrambe con cassa armonica piena e cutaway come unica variante geometrica rispetto alla tradizione. Si tratta però di esempi, non di un limite del sistema: il pickup RMC è un'installazione aftermarket che qualsiasi liutaio qualificato può applicare a una chitarra classica esistente, su qualsiasi modello e fascia di prezzo. La scelta di questi due costruttori di offrirlo in fabbrica è un segnale istituzionale, non una frontiera tecnica.



Modello Ramirez Cut 2 con pickup RMC

Questa neutralità strutturale è il primo punto chiave: il digitale si innesta senza trasformare lo strumento. Ed è proprio questa condizione che rende possibile il secondo passaggio, evidente nella prassi sviluppata tra IRCAM e il Conservatorio di Parigi. Nella musica mista, a partire dalle esperienze di Philippe Manoury, gli strumenti classici non vengono sostituiti, ma integrati in sistemi interattivi in tempo reale. Tecnologie come Antescofo sono progettate proprio per seguire le microvariazioni del gesto strumentale, adattando il comportamento dell’elettronica all’esecuzione. In questo quadro, la complessità della tecnica strumentale tradizionale non è un limite, ma una risorsa necessaria: è ciò che rende significativa l’interazione con la macchina.
 
 Su queste basi si apre il terzo livello, quello della definizione di strumento aumentato. L’esperienza parigina — oggi esplicitata anche nel progetto del Conservatoire augmenté — mostra che l’integrazione tecnologica non implica una rottura, ma una continuità. Lo strumento resta identico nella sua identità storica, ma viene esteso nelle sue possibilità operative, temporali e timbriche. In termini teorici, come suggerisce Thor Magnusson, gli strumenti musicali sono portatori di conoscenza incorporata: aggiungere un sistema digitale non cancella questa struttura, ma la proietta in nuovi contesti.

La chitarra classica con pickup MIDI si colloca esattamente in questa linea: non è un nuovo strumento, ma un’estensione coerente di uno strumento esistente. È proprio la continuità tra gesto, tradizione e tecnologia — messa in evidenza dalla prassi IRCAM — a definire lo strumento aumentato come un oggetto centrale nella ricerca contemporanea, tanto sul piano compositivo quanto su quello pedagogico.