Algorithmic Composition for Classical Guitar Equipped
 

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1.4 Pickup esafonico MIDI con sistema GTM 6

Il primo progetto commerciale di pickup esafonico destinato all’interfacciamento con sistemi MIDI viene sviluppato in Germania da un’azienda specializzata nella progettazione di pickup, tuttora attiva, la Shadow Electronics, con sede nella cittadina di Erlangen. Il dispositivo, denominato SHADOW GTM 6 (1986), rappresenta uno dei primi tentativi concreti di integrazione tra chitarra e sistemi di sintesi digitale, abbinando un sistema di captazione esafonica a un convertitore MIDI dedicato. Tale soluzione venne adottata da alcuni costruttori di chitarre, in particolare Ovation, Takamine e Charvel, contribuendo alla diffusione delle prime applicazioni chitarristiche in ambito MIDI.
 Dal punto di vista tecnico, la caratteristica fondamentale del sistema è l’impiego di un trasduttore piezoelettrico. Come indicato anche nel manuale del dispositivo, questo tipo di pickup poteva essere installato su diverse tipologie di strumento, tra cui chitarra classica, acustica ed elettrica, garantendo una certa versatilità applicativa. La scelta del piezoelettrico rispondeva all’esigenza di ottenere una risposta rapida e precisa alle vibrazioni della corda, condizione necessaria per una corretta conversione del segnale in dati MIDI.



La catena di elaborazione progettata da Shadow Electronics per il modello GTM 6 risulta particolarmente significativa per l’epoca. Il sistema prevedeva un pickup piezo  (basato su ceramica piezoelettrica) con rilevamento indipendente per ciascuna corda: all’interno del circuito, ogni corda era associata a un canale distinto (spesso identificato anche tramite codifica a colori), e i segnali venivano successivamente convogliati in un multiplexer. Da qui, attraverso un cavo TRS (Tip-Ring-Sleeve), il segnale serializzato veniva inviato al convertitore MIDI, per poi essere destinato ai moduli sonori o ai sistemi di diffusione acustica (https://www.shadow-electronics.com/doc/pro_pdf1/en-GB/SH_075_english.pdf).
 La scelta progettuale consisteva dunque nell’implementare un sistema di “tracking” basato su sei pickup piezo in configurazione parallela, i cui segnali venivano aggregati tramite multiplexer e trasmessi in forma seriale. Questo approccio rappresenta una delle prime soluzioni efficaci al problema della conversione polifonica del segnale chitarristico, anticipando sviluppi successivi nel campo dei controller MIDI per chitarra.