⌂ Algorithmic Composition for Classical Guitar Equipped
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Lo spartiacque tra l’amplificazione microfonica e quella diretta della chitarra classica (con corde di nylon) è rappresentato dall’introduzione del trasduttore piezoelettrico. Siamo intorno agli anni ’60, periodo in cui le chitarre elettriche avevano ormai raggiunto un elevato grado di affidabilità. Per quanto riguarda gli strumenti acustici con corde di metallo, il problema dell’amplificazione era già risolto: era possibile utilizzare pickup magnetici e sistemi adeguati, come nel caso delle chitarre della C. F. Martin & Company.
Diversa era la situazione per la chitarra con corde di nylon. In questo caso, i pickup magnetici risultavano inadatti, poiché alteravano profondamente il suono naturale dello strumento. Di conseguenza, la resa sonora rimaneva insoddisfacente.
In questo contesto si afferma progressivamente l’uso del sensore piezoelettrico, che consente di amplificare le vibrazioni direttamente dal corpo dello strumento senza snaturarne il timbro. Il segnale prodotto dal trasduttore, però, presenta un’impedenza molto elevata, che non consente un collegamento diretto efficace con amplificatori o sistemi audio standard. Per questo motivo è necessario un preamplificatore, il cui compito è adattare il segnale, riducendone l’impedenza e rendendolo stabile e compatibile con la successiva amplificazione.
Il pickup
piezoelettrico deve quindi essere considerato come un sistema composto da
una parte sensibile, il trasduttore, che converte la vibrazione in segnale
elettrico, e da una parte elettronica, il preamplificatore, indispensabile
per garantire una corretta trasmissione del suono. La collaborazione tra
queste due componenti permette di ottenere un’amplificazione efficace,
mantenendo il più possibile il carattere acustico originale della chitarra.
[F. M. French, Piezoelectric Pickups, pp. 223–232].

Fig. Pickup piezo (F.M.French)
La casa americana Ovation Guitars, fondata da Charles Kaman, è stata tra le prime a utilizzare in modo sistematico pickup piezoelettrici, seppure su strumenti acustici.
Il brevetto Ovation del 1971, attribuito a James H. Rickard, cita anche alcuni precursori dell’uso del piezo negli strumenti musicali, come Hugo Benioff e Chauncey Richard Evans.
Successivamente, Ovation sviluppò anche modelli con corde di nylon dotati di sistemi piezo che isolavano ogni corda, realizzando di fatto pickup esafonici.
L’uso del piezo non fu limitato a Ovation. Negli anni successivi si diffusero soluzioni simili anche da parte di altre aziende, tra cui Takamine, Yamaha e Washburn. Inoltre, vanno menzionati i modelli solid body della tedesca Shadow e le chitarre della canadese Godin, spesso equipaggiate con sistemi LR Baggs e Fishman.
Gli anni
’80 rappresentano il passaggio definitivo verso la standardizzazione del
piezoelettrico negli strumenti musicali. In questo periodo si afferma il
cosiddetto PZT (Lead Zirconate Titanate), un materiale
ceramico piezoelettrico che diventa lo standard industriale per la
costruzione dei sensori.
Su questa tecnologia vengono sviluppate diverse tipologie di circuiti ed
elettroniche, con l’obiettivo di compensare le caratteristiche timbriche del
piezo e avvicinare il più possibile il suono amplificato a quello naturale
della chitarra