⌂ Algorithmic Composition for Classical Guitar Equipped
with MIDI Pickup
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1.1
Introduzione: la nascita del pickup esafonico
Il pickup esafonico nasce dall’idea di avere un controllo specifico per
ciascuna corda, con il fine di istradare il segnale audio. Si tratta, in
analogia con la tastiera elettronica, di una vera e propria polifonia
esafonica, legata alle singole corde. L’obiettivo è attivare un
sintetizzatore dedicato che riceva l’impulso elettrico.
A differenza della tastiera [ C.Roads, Musical keybords, pag. 645 ], dove si
apre un circuito, il sistema chitarristico deve funzionare sulla singola
corda e,

Fig. C.Roads
a suo modo, azionare l’apertura del circuito. La prima soluzione naturale è
quella di attivare un circuito attraverso la trasduzione magnetica o
piezoelettrica, rilevata al ponticello.
Nasce così la prima fase del pickup esafonico, utilizzato per collegare i
primi sintetizzatori o moduli sonori, con l’obiettivo di creare, con la
chitarra (classica, elettrica o acustica), un sistema elettroacustico
dedicato. Vengono sviluppati anche strumenti particolari che integrano
questo sistema nel corpo dello strumento: tra i più troviamo SynthAxe [
https://www.synthaxe.org/home ],
soprattutto in concomitanza con la diffusione del MIDI, nella prima metà
degli anni ’80.
Dal 1983 i circuiti MIDI iniziano a essere installati negli strumenti
digitali. La rivoluzione non fu solo tecnologica, ma comportò anche un
impiego su larga scala, mentre la ricerca elettronica digitale si stava
gradualmente sviluppando anche al di fuori dei grandi centri di ricerca.
Gli anni ’80 furono anche il periodo in cui iniziarono a comparire i
personal computer, con un impatto importante anche nel settore musicale e
dell’home studio. Il MIDI, con il suo semplice ma efficace protocollo di
comunicazione digitale, diventava il ponte tra le diverse catene di
collegamento.
Il passaggio dalle tastiere digitali,
come la Yamaha DX7, a un sistema dedicato anche alla chitarra era
ormai alle porte — con una particolarità: la chitarra, assegnando una corda
a ciascun canale MIDI, metteva già in pratica quello che solo nel 2018
sarebbe stato formalizzato come MPE
[
MIDI Polyphonic Expression (MPE) Specification Adopted!
– MIDI.org
],
usando però messaggi già previsti dal protocollo del 1983
[ L.A.
Ludovico,
MIDI: Una guida al protocollo, alle
estensioni e alla programmazione. Milan: Milano University Press, 2021
].