REPERTORI CHITARRA ELETTRICA
 

L’approccio alla chitarra elettrica si è concretizzato attraverso l’esecuzione di opere cardine del repertorio contemporaneo, includendo compositori come Steve Reich, Hugues Dufourt, Fausto Romitelli e Karlheinz Essl. Questo percorso ha richiesto non solo un’interpretazione accurata delle partiture, ma anche un approfondimento scientifico e artistico delle configurazioni sonore necessarie per ogni composizione. Ogni brano, infatti, presenta specifiche richieste tecniche e timbriche che esulano dalle possibilità tradizionali dello strumento, richiedendo un dialogo continuo tra manualità esecutiva e tecnologia. 
 

L’uso di strumenti complementari, come il looper per l’opera di Romitelli o l’ebow per quella di Essl, non è stato un semplice arricchimento, ma una necessità intrinseca per esprimere le peculiarità estetiche delle opere. Tali dispositivi sono diventati estensioni dello strumento stesso, richiedendo una riconsiderazione del rapporto tra gesto musicale, trasformazione sonora e resa espressiva. L’impiego di queste tecnologie ha permesso di esplorare nuove frontiere sonore, come l’utilizzo delle risonanze dinamiche e delle modulazioni continue generate dall’ebow, o la costruzione di stratificazioni sonore mediante il looper. 

Un caso emblematico è rappresentato dall’uso del ring modulator presente nel Roland GX700 per l’opera di Dufourt, in cui l’interazione tra la frequenza portante e il segnale della chitarra crea un universo timbrico unico e complesso. Questo dispositivo non solo modifica il contenuto armonico del suono, ma introduce tensioni sonore capaci di arricchire il discorso musicale.
L’approccio a questi repertori ha richiesto un’analisi approfondita delle partiture, che non si limita alla lettura tradizionale, ma si estende alla comprensione delle tecniche elettroacustiche e della sintassi timbrica. Tale metodologia ha rafforzato la formazione musicale generale, rendendo possibile un’interazione consapevole con i dispositivi elettronici e un’applicazione creativa delle loro potenzialità. In particolare, l’analisi delle strutture formali, delle relazioni timbriche e delle trasformazioni sonore ha fornito strumenti preziosi per affrontare le complessità esecutive e per comprendere a fondo l’intenzione estetica dei compositori. 

 Questo percorso ha consolidato l’approccio esecutivo alla chitarra elettrica, confermando il ruolo centrale di questo strumento nel panorama della musica contemporanea e aprendo nuove prospettive di ricerca. L’utilizzo di nuovi dispositivi, spesso progettati o introdotti dagli stessi compositori, non rappresenta soltanto un’estensione tecnica, ma una vera e propria innovazione linguistica che colloca la chitarra elettrica al centro di una pratica musicale interdisciplinare. 

L’integrazione tra prassi esecutiva e tecnologia è quindi emblematica di una concezione musicale in cui il gesto fisico, il suono e il dispositivo elettronico interagiscono in modo inscindibile. Questo non solo amplia le possibilità espressive dello strumento, ma introduce una nuova forma di dialogo tra esecutore, compositore e tecnologia, in cui ciascun elemento contribuisce a ridefinire il significato e il ruolo della chitarra elettrica nel contesto contemporaneo. 


Bibl.:
Vincenzo Pocci, The guide to the guitarist's modern and contemporary repertoire (2021)https://vincenzopocci.altervista.org/#catalogo