⌂ IMPROVVISAZIONE
CHITARRA ELETTRICA
Modelli di improvvisazione
La mia esperienza personale nell’improvvisazione con la chitarra elettrica,
in ambito elettroacustico contemporaneo, mi ha portato a considerarla un
terreno di sperimentazione vasto e ricco di potenzialità, capace di
coniugare tradizione e innovazione. Ritengo fondamentale comprendere a fondo
il contesto dell'ensemble in cui si opera, sia dal punto di vista tecnico
che musicale, per predisporre in anticipo una "catena elettroacustica"
adeguata. Ogni configurazione deve essere attentamente calibrata rispetto
alla dinamica e alle necessità sonore collettive, garantendo così un dialogo
coerente e significativo tra i vari elementi musicali.
Nell’ambito della musica contemporanea elettroacustica, l’improvvisazione rappresenta non solo un momento creativo libero, ma anche un processo di esplorazione e di scoperta, in cui la combinazione di tecniche tradizionali e strumenti innovativi permette di espandere i confini espressivi. In questo senso, essa offre un’enorme varietà di applicazioni, spaziando in aree che abbracciano l’atonalità, la serialità e le dimensioni spettrali.
La mia concezione della chitarra elettrica si basa sull’idea che lo strumento non sia soltanto un mezzo autonomo di espressione, ma anche una "estensione elettroacustica" della chitarra tradizionale. Questo approccio mi consente di integrare le potenzialità sonore della chitarra elettrica con una sensibilità legata alla scrittura classica, mantenendo al centro della mia pratica l’interazione tra innovazione tecnologica e radici compositive consolidate. Tale integrazione rende possibile non solo la reinterpretazione delle tecniche esecutive, ma anche l’elaborazione di nuovi linguaggi sonori.
Il concetto di
improvvisazione, inoltre, deve necessariamente rapportarsi a un contesto
specifico o riferirsi a un’area di lavoro ben delineata. Un esempio
significativo è l’opera di Riccardo Sinigaglia
Circle per chitarra elettrica, gong, flauto e sintetizzatore. In
questa composizione, la catena elettroacustica che ho utilizzato comprendeva
un Boss Loop Station RC1, un Boss Rever RV 6, un Chorus
Digitech TSR-24, un eBow e un amplificatore H.K. Questo setup è
stato scelto e ottimizzato per rispondere alle esigenze dinamiche e
timbriche dell’ensemble.
Il lavoro si è
sviluppato inizialmente sulla traccia data dal compositore, ma
successivamente è stato riformulato totalmente nel live dell’esecuzione.
Questa scelta ha permesso di superare lo schema fisso del nastro
pre-registrato, valorizzando la completa interazione tra gli interpreti
durante la performance dal vivo. Tale approccio non solo esalta l’aspetto
umano dell’improvvisazione, ma crea un’esperienza sonora unica e
irripetibile, capace di coinvolgere profondamente sia gli esecutori che il
pubblico.
In questo contesto, il ruolo della chitarra elettrica si arricchisce di nuove possibilità, diventando uno strumento versatile e dialogante, capace di adattarsi alle esigenze del momento e di offrire un contributo determinante alla creazione di universi sonori complessi e affascinanti. (link)